Adeguamento Istat dell’assegno di mantenimento
Inserisci l’assegno stabilito e il mese del provvedimento: il calcolatore lo porta al mese che scegli con gli indici FOI dell’Istat.
Quando un provvedimento del giudice o un accordo tra i genitori prevede che l’assegno di mantenimento sia adeguato agli indici Istat, l’importo si aggiorna con l’indice FOI senza tabacchi, la stessa serie usata per le rivalutazioni monetarie. Il punto di partenza è il mese del provvedimento, o quello che il provvedimento stesso indica; l’adeguamento si fa di solito una volta l’anno, nel mese anniversario. Il calcolo è semplice: assegno stabilito × indice del mese di arrivo / indice del mese di partenza, con il coefficiente di raccordo 1,214 se si attraversa il cambio di base di gennaio 2026. Un assegno di 450 € fissato a settembre 2023, portato a settembre 2026, diventa 477,45 €: coefficiente 1,061, 6,1%. Per l’assegno si applica la variazione intera, non il 75% previsto per alcuni canoni d’affitto. Se il provvedimento fissa un altro indice, un’altra cadenza o un importo già aggiornato, vale quello che c’è scritto.
Assegno adeguato a settembre 2026
477,45 €
coefficiente 1,061 · +6,1%
450,00 €
| Indice FOI settembre 2023 | 119,3 (base 2015) |
| Indice FOI settembre 2026 | 104,3 (base 2025) |
| Coefficienti di raccordo | 1,214 |
| Aumento | 27,45 € |
| Nuovo assegno | 477,45 € |
Ipotesi del calcolo
Metodo Istat : rapporto tra gli indici FOI senza tabacchi dei due mesi, moltiplicato per i coefficienti di raccordo tra basi (1,373 · 1,071 · 1,214), coefficiente arrotondato a tre decimali. Per un assegno, verifica nel provvedimento il mese di partenza e se l'adeguamento è annuale. Metodo e fonti
Verificato da Radif Partners · Politica editoriale · Metodo e fonti
Un assegno di 450 € anno per anno
| Adeguamento di | Coefficiente da settembre 2023 | Variazione | Assegno dovuto |
|---|---|---|---|
| settembre 2024 | 1,006 | 0,6% | 452,70 € |
| settembre 2025 | 1,020 | 2,0% | 459,00 € |
| settembre 2026 | 1,061 | 6,1% | 477,45 € |
Ogni riga parte dall’assegno originale e dal mese del provvedimento, e non dall’importo dell’anno prima: così gli arrotondamenti non si accumulano. Il risultato coincide, a pochi centesimi, con quello che si ottiene aggiornando l’assegno ogni anno con la variazione dei dodici mesi.
Che cosa verificare nel provvedimento
- Il mese di partenza. È quasi sempre il mese del provvedimento, ma alcuni fissano una decorrenza diversa.
- La cadenza. L’adeguamento annuale è il caso più comune; se è indicata un’altra cadenza, il mese di arrivo cambia.
- L’indice. Senza altra indicazione si usa il FOI senza tabacchi, l’indice dell’Istat per le rivalutazioni monetarie.
- Le spese straordinarie. Non si rivalutano con l’assegno: si dividono secondo quanto stabilito.
Il metodo di calcolo con i raccordi è spiegato in rivalutazione Istat; lo stesso calcolo per un credito è in calcolo della rivalutazione monetaria. Per l’equivalente francese, l’indicizzazione della pensione alimentare, vedi la pagina sulla Francia. Questa pagina spiega un calcolo; non sostituisce il parere di un avvocato su un caso concreto.