Calcolo della rivalutazione monetaria di una somma

Inserisci la somma, il mese in cui era dovuta e il mese di arrivo: il risultato è la somma espressa nella moneta di quel mese.

Il calcolo della rivalutazione monetaria esprime una somma di un certo mese nel valore della moneta di un mese successivo. Serve, per esempio, per un credito rimasto non pagato, un risarcimento liquidato in una data lontana, un prezzo o una penale da aggiornare, un deposito da restituire. Il metodo è quello dell’Istat: si divide l’indice FOI senza tabacchi del mese di arrivo per quello del mese di partenza, si moltiplica per i coefficienti di raccordo se l’intervallo attraversa un cambio di base, e si arrotonda a tre decimali. Con gli ultimi dati, 5.000 € di gennaio 2020 valgono 6165,00 € di settembre 2026: coefficiente 1,233, cioè 23,3%. Il calcolo misura solo la perdita di potere d’acquisto della moneta. Non dice se la rivalutazione sia dovuta, da quale data decorra né se vadano aggiunti interessi: sono questioni che dipendono dal titolo del credito, cioè dal contratto, dalla sentenza o dalla norma che lo regola.

Somma rivalutata a settembre 2026

12.700,00 €

coefficiente 1,270 · +27,0%

10.000,00 €

Indice FOI gennaio 201699,7 (base 2015)
Indice FOI settembre 2026104,3 (base 2025)
Coefficienti di raccordo1,214
Aumento2700,00 €
Somma rivalutata12.700,00 €
Ipotesi del calcolo

Metodo Istat : rapporto tra gli indici FOI senza tabacchi dei due mesi, moltiplicato per i coefficienti di raccordo tra basi (1,373 · 1,071 · 1,214), coefficiente arrotondato a tre decimali. Per un assegno, verifica nel provvedimento il mese di partenza e se l'adeguamento è annuale. Metodo e fonti

Verificato da Radif Partners · Politica editoriale · Metodo e fonti

Coefficienti dal mese di partenza a settembre 2026

Indici FOI senza tabacchi e coefficienti di raccordo: Istat, servizio Rivaluta.
PartenzaBaseRaccordiCoefficiente1.000 € diventano
gennaio 200119951,373 × 1,071 × 1,2141,6351635,00 €
gennaio 200519951,373 × 1,071 × 1,2141,5031503,00 €
gennaio 201019951,373 × 1,071 × 1,2141,3691369,00 €
gennaio 201520101,071 × 1,2141,2731273,00 €
gennaio 202020151,2141,2331233,00 €
gennaio 202220151,2141,1761176,00 €
gennaio 202420151,2141,0611061,00 €

La tabella mostra come cresce il numero dei raccordi andando indietro nel tempo: da gennaio 2001 se ne applicano tre, da gennaio 2024 uno solo. Il calcolatore li sceglie in automatico, e la riga «Coefficienti di raccordo» del risultato li elenca.

Coefficiente o variazione: stesso risultato

La nota dell’Istat ammette due strade equivalenti: moltiplicare la somma per il coefficiente, oppure aggiungerle la variazione percentuale dell’indice nel periodo. Il coefficiente, con tre decimali, è più preciso della variazione arrotondata a un decimale, e per somme grandi conviene usarlo. È quello che fa il calcolatore.

Quello che il calcolo non fa

  • Non aggiunge interessi legali o moratori, che si calcolano a parte e secondo regole proprie.
  • Non decide se un debito vada rivalutato: alcuni crediti lo sono per legge o per sentenza, altri no.
  • Non applica quote ridotte: per un canone commerciale al 75% serve l’aggiornamento Istat del canone, anno per anno.

Per l’adeguamento di un assegno, vedi adeguamento Istat dell’assegno di mantenimento; la serie dell’indice è in indice Istat FOI.

Domande frequenti

Quale mese di partenza si sceglie per un credito non pagato?

In genere il mese in cui la somma era dovuta, cioè la scadenza del pagamento, oppure la data fissata nel titolo. Per un risarcimento è spesso la data del fatto o quella della liquidazione decisa dal giudice. Il calcolatore accetta qualsiasi mese da gennaio 1996; la scelta del mese corretto dipende dal caso e, in una causa, dalle indicazioni del giudice.

Si possono rivalutare somme in lire?

Sì, rivalutandole prima nella moneta del mese di arrivo e convertendole poi in euro al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro, come nell’esempio della nota Istat. Il calcolatore lavora in euro: per una somma in lire di un mese dopo il 1995, dividi l’importo per 1.936,27 e inserisci il risultato, poi applica la rivalutazione.

Quanto vale oggi un prezzo di 100.000 € fissato a gennaio 2016?

Con il FOI senza tabacchi, da gennaio 2016 a settembre 2026 il coefficiente è 1,270: lo stesso prezzo, espresso in moneta di oggi, sarebbe 127.000,00 €. Se un contratto prevede l’aggiornamento del prezzo, vale la sua clausola: il mese, l’indice e la quota possono essere diversi da questo calcolo.

Pagine e calcoli collegati

Fonti ufficiali

Scritto da

Editore di calcolatori per l'aggiornamento del canone · indice FOI Istat in Italia

Aggiornato il · Politica editoriale · Contatti

Indici ufficiali verificati nel 2026, sito controllato il